
Beni Culturali
Beni culturali
Di seguito le tecniche di analisi impiegate per beni culturali
FE-SEM con EDS per la microanalisi
Il microscopio elettronico FE-SEM è dotato di una sorgente ad emissione di campo, di quattro diversi rivelatori (BSE, SE2, InLens, STEM) e del sensore per la detezione di emissione di raggi X (EDS) per condurre analisi composizionali localizzate.
Le eccellenti proprietà di imaging, unite alle capacità analitiche, rendono questo strumento versatile e adatto a un’ampia gamma di applicazioni, come lo sviluppo di materiali, l’analisi dei difetti, il controllo di processo, la nanotecnologia e le applicazioni analitiche.
La strumentazione è particolarmente indicata per:
- Studio e caratterizzazione di materiali ceramici e vetrosi, metallici, compositi.
- Studio dei difetti
- Studio morfologico ed analitico dei particolati e dei materiali micro e nano dispersi.
- Determinazione qualitativa dell’amianto in massa e della concentrazione di fibre aerodisperse
MICROSCOPIA OTTICA
Strumentazione indicata per:
Beni culturali: studio di campioni per identificare strati pittorici, pigmenti e altri dettagli legati a opere d’arte e manufatti storici.
Analisi dei materiali: studio delle microstrutture, inclusa la valutazione della dimensione dei grani, delle inclusioni e dei difetti in metalli, ceramica, vetro e altri materiali.
Valutazione di depositi: analisi dello spessore e della morfologia dei depositi su una superficie.
Identificazione di difetti e corrosione: individuazione di attacchi corrosivi e altri difetti su un materiale.
Spettrofotometro UV-Vis
ecnica basata sulla misura dell’assorbimento della radiazione ultravioletta e visibile da parte di un campione, utile per analisi qualitative e quantitative di specie chimiche in soluzione o in dispersione.
- Applicazioni:
- Determinazione quantitativa di specie chimiche in soluzione
- Studio delle proprietà ottiche di nanoparticelle e materiali dispersi
- Monitoraggio di reazioni chimiche e processi di degradazione
XRF
La spettroscopia di fluorescenza a raggi X (XRF) è una tecnica utilizzata per l’analisi elementare di solidi o liquidi con un minimo trattamento del campione. Il campione viene irradiato con un fascio di raggi X, gli atomi del campione vengono eccitati ed emettono raggi X in fase di rilassamento. Le lunghezze d’onda dei raggi X emessi sono caratteristiche della specie atomica.
Le sue applicazioni sono ampie ed includono l’analisi di materiali da costruzione, la conservazione di beni culturali (per identificare pigmenti e leghe), la geologia (per studiare rocce e minerali), il settore ambientale e il controllo qualità in vari ambiti industriali (es. ceramica, vetro, metalli, petrolio).
Strumentazione indicata per:
- Identificazione Qualitativa degli elementi chimici (da F a U) presenti nel campione in frazione percentuale fino al 100%.
- Determinazione Quantitativa degli elementi chimici (da F a U) presenti nel campione.
XRD, HT-XRD e analisi a basso angolo
La diffrazione a raggi X (XRD) è una tecnica non distruttiva di analisi qualitativa e quantitativa dei materiali cristallini, usata per identificare la struttura cristallina dei materiali, identificare e quantificare le fasi cristalline presenti, analizzare difetti e dimensioni dei cristalliti.
E’ una tecnica ampiamente impiegata nel settore industriale, geologico e mineralogico, e nello studio dei materiali avanzati, dei rivestimenti, dei farmaci e dei prodotti per il restauro.
Strumentazione indicata per:
- determinare quali composti cristallini sono presenti in un campione in polvere o solido e in quale percentuale.
- con accessorio a “basso angolo incidente”: è possibile caratterizzare film sottili e coating con spessori dell’ordine dei nanometri.
- con accessorio “camera calda” (HT-XRD): si possono studiare la stabilità termica e le trasformazioni di fase dei materiali (es. ceramica, metalli, catalizzatori) durante l’operatività a temperature elevate, per ottimizzarne l’efficienza e la durata.