
Analisi del Vetro
Analisi del vetro
Di seguito le tecniche di analisi impiegate per “Analisi del vetro”
XRD, HT-XRD e analisi a basso angolo
La diffrazione a raggi X (XRD) è una tecnica non distruttiva di analisi qualitativa e quantitativa dei materiali cristallini, usata per identificare la struttura cristallina dei materiali, identificare e quantificare le fasi cristalline presenti, analizzare difetti e dimensioni dei cristalliti.
E’ una tecnica ampiamente impiegata nel settore industriale, geologico e mineralogico, e nello studio dei materiali avanzati, dei rivestimenti, dei farmaci e dei prodotti per il restauro.
Strumentazione indicata per:
- determinare quali composti cristallini sono presenti in un campione in polvere o solido e in quale percentuale.
- con accessorio a “basso angolo incidente”: è possibile caratterizzare film sottili e coating con spessori dell’ordine dei nanometri.
- con accessorio “camera calda” (HT-XRD): si possono studiare la stabilità termica e le trasformazioni di fase dei materiali (es. ceramica, metalli, catalizzatori) durante l’operatività a temperature elevate, per ottimizzarne l’efficienza e la durata.
XRF
La spettroscopia di fluorescenza a raggi X (XRF) è una tecnica utilizzata per l’analisi elementare di solidi o liquidi con un minimo trattamento del campione. Il campione viene irradiato con un fascio di raggi X, gli atomi del campione vengono eccitati ed emettono raggi X in fase di rilassamento. Le lunghezze d’onda dei raggi X emessi sono caratteristiche della specie atomica.
Le sue applicazioni sono ampie ed includono l’analisi di materiali da costruzione, la conservazione di beni culturali (per identificare pigmenti e leghe), la geologia (per studiare rocce e minerali), il settore ambientale e il controllo qualità in vari ambiti industriali (es. ceramica, vetro, metalli, petrolio).
Strumentazione indicata per:
- Identificazione Qualitativa degli elementi chimici (da F a U) presenti nel campione in frazione percentuale fino al 100%.
- Determinazione Quantitativa degli elementi chimici (da F a U) presenti nel campione.
Microscopio riscaldante
Il microscopio riscaldante permette di seguire “visivamente” cosa succede ai campioni sottoposti a trattamenti termici consentendo di ottenere informazioni sulla fusibilità del materiale (punto di rammollimento, punto di mezza sfera e punto di sfera)
Strumentazione indicata per:
- caratterizzazione diretta di smalti, vetri, fritte, ceneri, polveri per colata continua, carbone, scorie, vernici, ecc. sottoposti a trattamenti termici.
- studio della fusibilità di un materiale.
- studio del ciclo di cottura del materiale di interesse.
- studio della bagnabilità del supporto in esame da parte del materiale di rivestimento
Dilatometro
Settori di applicazione “Ceramica e vetro”.
Strumentazione indicata per:
- Analisi del processo di cottura di pezzi “verdi” (crudi).
- Studio del legame tra smalto e corpo ceramico.
- Ottimizzazione dei cicli di sinterizzazione.
- Misurazione del coefficiente di dilatazione termica di vetri, smalti e materiali refrattari.